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Sommando quindi i maggiori ascolti derivati dall’aumento di ore di programmazione a quello derivante dall’allargamento del bacino di pubblico potenziale possiamo prudenzialmente stimare che portando Current Tv su Dtt potremmo partire il primo anno con una base di 20-30 mila spettatori medi al minuto.

Questa stima ci porterebbe nel bacino dei canali che superano lo 0,5% di share nazionale, ovvero in quella cerchia di canali di grande valore da un punto di vista pubblicitario.

La cosiddetta democratizzazione dell’accesso al sistema televisivo sbandierata con l’avvento del Dtt è in realtà bloccata da un sistema di regole e, soprattutto, di costi che rendono possibile l’ingresso in questo settore solo a pochi, pochissimi (per il momento quasi solo gli stessi di sempre).

In aggiunta al Dtt, altre due piattaforme di distribuzione: Tv Sat, la piattaforma satellitare free (gestita da Rai, Mediaset e Telecom) che ha appena compiuto due anni di vita e che ha quasi raggiunto un milione di box venduti, e quindi Internet, con lo streaming del canale online visibile a tutti.

Fonte:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/25/current-tv-what%25e2%2580%2599s-next/113656/

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