Skip navigation

Sino al successo di GNU/Linux, UNIX è rimasta la famiglia di sistemi

di elezione nel mondo professionale; tutt’oggi le grandi infrastrutture IT

del mondo che non girano sotto GNU/Linux girano sotto un qualche UNIX,

dalla Vodafone alla TIM alla Wind l’intera rete mobile italiana è

gestita da Solaris, come le nostre ferrovie mentre quelle spagnole

preferiscono AiX (lo UNIX di IBM), Yahoo gira per metà su FreeBSD

(e l’altra metà su GNU/Linux), sino ad altri “più moderni” come

Oggi i sistemi operativi moderni “da computer”, non i computer

fisici, si avviano verso la fine di un ciclo, il linguaggio C in cui

sono scritti, come l’assembly ai tempi è troppo di basso livello,

è divenuto troppo complesso gestire tutte le funzionalità di

un desktop moderno e ancor di più crearne di nuove.

Qui però ci si è fermati: i netbook dopo una breve bolla sono

sostanzialmente stagnanti, in attesa del colpo di grazia (basta solo

osservare i prezzi di un netbook di oggi rispetto a un paio d’anni fa)

mentre i loro supposti successori, i tablet, non vanno, si diffondono

più che altro per il mito di Apple, ma non sfondano.

Né del cloud computing: al di la dell’inopportunità di non

poter manco controllare il proprio sistema (e già iOS ed Android che

non girano nella nuvola ma ci si appoggiano solo permettono ad esempio

di rimuovere contenuti dai dispositivi indipendentemente dalla volontà

dell’utente); per accedere alla nuvola serve sempre un sistema, i

ChromeBook di Google sono sì un browser, ma che gira sopra Ubuntu

con Chromium al posto di Unity…

Fonte:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=15515&tipo=edi

Advertisements
%d bloggers like this: